Non è passato esattamente inosservato il presepe di Lina Osti, esposto durante il periodo natalizio in Santo Stefano a Bologna. Va detto anzi che la prima volta di un presepe “privato” nella Basilica Santuario ha riscosso un successo ed un’attenzione veramente incredibili: oltre a due visite guidate della Curia, sono state oltre trentamila le persone che lo hanno visitato ed apprezzato nella chiesa del Santo Sepolcro, ove è rimasto allestito dal 6 dicembre al 15 gennaio.
“ Una cosa fantastica - ha dichiarato l’artista ai
taccuini di Zola Informa - che mi riempie di orgoglio, come
donna, come artista e come cittadina zolese”.
Tenutasi il 19 dicembre, in omaggio ad un confratello benedettino
scomparso, la benedizione ha avuto luogo fra i
Vespri e la Santa Messa (celebrata in latino) alla presenza
– tra gli altri – del Sindaco di Zola Predosa, Giancarlo
Borsari, l’Abate di Zola, Don Gino Strazzari e Luigi Torri,
Presidente Circolo Dozza ATC.



“ E’ stata davvero una sensazione meravigliosa quel giorno”
- dice con la sua consueta esuberanza Lina, mentre
rivela di essersi molto emozionata nel sentirsi in qualche
modo parte di un momento cosi solenne ed importante.
Pur non conoscendo – ce lo confida con arrembante candore
- una singola parola di latino.
Il presepe, dicevamo. In esso vi sono - scolpite nella terracotta
- le statue e i modelli delle chiese bolognesi: ricordiamo,
per dovere di sintesi, Santo Stefano, San Pietro,
San Luca col suo portico, l’Abbazia di Zola Predosa, senza
trascurare le Due Torri, forse il simbolo principale di Bologna.
Sono più di dieci anni che Lina espone il suo presepe in
alcuni degli angoli più significativi di Bologna e dintorni: la
Basilica di San Luca, la Cattedrale di San Pietro, il cortile
di Palazzo d’Accursio, solo per citarne alcuni.
Prosegue la chiacchierata: si rimane travolti da Lina Osti,
persona che esonda vitalità e positività, evocando sensazioni
paragonabili a quelle di chi si trova a negoziare con
un fiume in piena: difficile immaginare che i monaci benedettini
olivetani che reggono la Basilica-Santuario ne siano
rimasti indenni. Ma il singolare connubio pare aver lasciato
un segno ben più che positivo, evidentemente: “ sono
stati stupendi - dice riferendosi ai monaci - di una gentilezza
e disponibilità veramente incredibili. Sono felicissima di
avere collaborato con loro”.
Energia, esuberanza, delicatezza e sensibilità: una miscela
di ingredienti che attribuisce all’arte di Lina Osti il privilegio
di essere stata - e di essere - un importante veicolo per il
nome di Zola Predosa in Italia.
Tra le sue opere ricordiamo – una per tutte - il crocifisso
in bronzo presso la cappella del fonte battesimale dell’abbazia
dei Santi Nicolò e Agata di Zola Predosa, opera alla
quale speriamo di dedicare spazio in uno dei prossimi
Zola informa.

Per gentile concessione della redazione di Zola Informa
zolainfo@comune.zolapredosa.bo.it




La Gerusalemme di Bologna